Ricorso contro l’INPS: come far valere i tuoi diritti
Quando è necessario fare ricorso contro l’INPS
L’INPS può respingere una domanda di prestazione per motivi medici, amministrativi o formali. Accade spesso nei casi di invalidità civile e indennità di accompagnamento, così come nelle richieste relative alla Legge 104 e ai benefici collegati. Situazioni analoghe si presentano anche per le pensioni d’inabilità, gli assegni ordinari di invalidità e per prestazioni rivolte ai minori come l’indennità di frequenza, oltre che per le domande di cecità o sordità civile.
Se ritieni che il rigetto sia ingiusto o che la valutazione non rispecchi realmente la tua condizione, è possibile presentare un ricorso giudiziario per far valere i tuoi diritti. In questa fase diventa fondamentale il supporto di un avvocato specializzato in diritto previdenziale e assistenziale, capace di analizzare il caso e impostare una strategia adeguata.
Le ragioni più comuni di un rigetto INPS
01.
Errori nella visita medico-legale o valutazioni sommarie;
02.
Documentazione sanitaria insufficiente;
03.
Applicazione errata delle tabelle ministeriali;
04.
Interpretazioni restrittive della normativa previdenziale.
In molti casi, dopo il ricorso e la rivalutazione da parte del giudice, il diritto viene riconosciuto integralmente.
L’Avv. Nasi e un medico legale valutano la pratica e la documentazione.
02.
Predisposizione del ricorso
Viene redatto e depositato presso il Tribunale competente.
03.
Consulenza tecnica d’ufficio (CTU)
Un medico nominato dal giudice rivaluta la condizione sanitaria.
04.
Decisione finale
il giudice riconosce o nega la prestazione richiesta.
Lo Studio segue ogni fase, dal deposito del ricorso all’esecuzione del provvedimento, con aggiornamenti chiari e costanti.
Il ruolo della valutazione medico-legale
La valutazione medico-legale preventiva è il punto di forza del metodo dello Studio Nasi. Prima di agire, viene verificato se ci sono i presupposti clinici per il riconoscimento del diritto, evitando perdite di tempo e costi inutili. Grazie alla collaborazione con medici legali specializzati (neurologi, ortopedici, oncologi, psichiatri), ogni caso viene affrontato con una base tecnica solida e documentata.
Perché scegliere l’Avv. Stefania Nasi per il tuo ricorso INPS
Competenza verticale in materia di invalidità, previdenza e assistenza.
Esperienza consolidata in ricorsi su tutto il territorio nazionale.
Approccio concreto e trasparente, senza promesse irrealistiche.
Gestione digitale del ricorso (WhatsApp, email, video-consulenze).
Tempi brevi e assistenza continua fino alla conclusione della causa.
La differenza non sta solo nel presentare un ricorso, ma nel saperlo impostare nel modo giusto fin dall’inizio.
Casi più frequenti seguiti dallo Studio
Ricorsi per invalidità civile respinta
Ricorsi per accompagnamento negato
Ricorsi per Legge 104 rifiutata o parzialmente riconosciuta
Pensioni di inabilità o assegni ordinari di invalidità negati
Revisione di prestazioni INPS ridotte o sospese
Ricorso INPS: cosa puoi ottenere
Con un ricorso INPS ben impostato è possibile ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile o dell’indennità di accompagnamento quando queste prestazioni sono state negate o valutate in modo insufficiente. In caso di accoglimento, l’INPS è tenuto anche al pagamento degli arretrati e delle rate non corrisposte, così da recuperare le somme spettanti fin dalla data della domanda.